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trofeo moto guzzi

Moto Guzzi Endurance 2025 adrenalina e competizione in pista

Amici Guzzisti, preparatevi! Se l’odore di gomma bruciata, il rombo inconfondibile di un bicilindrico e l’emozione della competizione vi fanno battere il cuore, allora il Moto Guzzi Fast Endurance 2025 è quello che fa per voi. Quest’anno, l’aquila di Mandello tornerà a ruggire sui circuiti più belli d’Italia, promettendo ancora più divertimento, più adrenalina e quell’atmosfera unica che solo il Trofeo Fast Endurance sa regalare.

Se state cercando un modo per scendere in pista, mettervi alla prova e vivere un’esperienza indimenticabile in sella alla vostra Moto Guzzi V7, beh, siete nel posto giusto al momento giusto!

Cos’è il Trofeo Moto Guzzi Fast Endurance? Non è Solo una Gara!

Dimenticate le competizioni troppo serie e le pressioni esagerate. Il Moto Guzzi Fast Endurance è una festa, un inno alla passione motociclistica. È un trofeo monomarca creato su misura per tutti, dai “manici” esperti che cercano il limite, ai neofiti che vogliono toccare per la prima volta l’asfalto di un circuito.

La formula è geniale nella sua semplicità: gare di durata, ma in formato “mini-endurance”. Ogni team è fatto da due piloti che si alternano alla guida della loro fidata Moto Guzzi V7. Questo significa cambi veloci ai box, strategia di squadra e un bel po’ di sane risate. Non è solo questione di velocità pura; qui contano anche la tattica, la collaborazione e quel pizzico di sana follia che ci rende motociclisti!


 

motoguzzi v7 in gara durante il trofeo moto guzzi fast endurance 2025 motociclisti affrontano una curva su una pista asfaltata durante una gara. Indossano tute da corsa e caschi protettivi, inclinando le moto per mantenere il controllo. Il pilota numero 26 è in testa, seguito dal numero 91, mentre gli altri sono distribuiti dietro di loro. Il bordo della pista ha strisce rosse e bianche, con l'erba verde che circonda l’area. L’immagine trasmette velocità, adrenalina e concentrazione.

Cosa Ci Aspetta dal Moto Guzzi Endurance 2025?

  Le edizioni passate ci hanno abituato bene, con tappe sui circuiti più iconici d’Italia. Il calendario 2025 del trofeo prevede cinque tappe nei            principali autodromi italiani:

  • 3-4 maggio – Vallelunga (2 gare da 60 minuti)
  • 1 giugno – Misano (gara endurance da 90 minuti)
  • 6 luglio – Varano de’ Melegari (2 gare sprint da 12 giri)
  • 12-13 ottobre – Misano (gara notturna + gara da 60 minuti)

Ogni tappa rappresenta un’occasione imperdibile per mettersi alla prova, vivere l’atmosfera delle corse e far parte della grande famiglia Moto Guzzi. Aspettatevi ancora:

  • Accessibilità Verace: Il bello di questo Trofeo è che è davvero per tutti. Le regole sono pensate per tenere bassi i costi e permettere a chiunque, con la sua V7, di provare l’emozione della pista senza svenarsi.
  • Divertimento a Volontà: L’ambiente del paddock del Fast Endurance è unico. Qui si respira amicizia, passione e una sana competizione, ma senza mai dimenticare che siamo lì per divertirci. Scordatevi i musi lunghi e preparatevi a fare nuove conoscenze tra un turno e l’altro.
  • La Regina: la Moto Guzzi V7: Lei è la vera protagonista. La V7 è una moto che unisce un fascino d’altri tempi a una guida moderna e accessibile. È maneggevole, affidabile e il suo bicilindrico trasversale ha un carattere tutto suo. Con i kit di preparazione dedicati, la V7 si trasforma in una perfetta compagna di avventura per il circuito, mantenendo però la sua leggendaria robustezza.
  • Crescita da Piloti: Non è solo un modo per divertirsi, ma anche per imparare. L’alternarsi alla guida, la gestione della gara, l’affinamento della traiettoria e il confronto con altri appassionati vi aiuteranno a migliorare le vostre capacità di guida, giro dopo giro.

 

Vuoi Partecipare al Moto Guzzi Fast Endurance 2025?

 Se l’idea di dare gas in pista con la tua Moto Guzzi ti sta già facendo fremere, tieni d’occhio i canali ufficiali Moto Guzzi. Le iscrizioni di solito si aprono in anticipo, quindi non farti trovare impreparato!

Di solito, per salire in sella ti servirà:

  • Formare una squadra, magari con un amico o un’amica, visto che si corre in due!

  • Una Moto Guzzi V7 (solitamente gli ultimi modelli sono i benvenuti).

  • I kit di preparazione specifici e, ovviamente, tutte le dotazioni di sicurezza richieste dal regolamento.

  • Una licenza sportiva, che è più facile da ottenere di quanto pensi.

 

piloti trofeo endurance 2025

Non perdere l’occasione di entrare a far parte di questa famiglia speciale. Che tu sia un veterano delle due ruote o un novellino che vuole sentire l’ebbrezza della velocità, il Moto Guzzi Fast Endurance 2025 ti aspetta per una stagione che non dimenticherai: passione, velocità e il cuore che batte al ritmo di Mandello!

Sei pronto a scendere in pista?

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Dalla teoria alla pratica: come integrare la cultura del benessere nella routine aziendale

In questo articolo verranno dati dei suggerimenti su come apportare dei cambiamenti pratici e prendere iniziative nella aziende, in termini di benessere psicologico ed emotivo dei dipendenti.

Iniziativa di benessere aziendale: come passare da un concetto astratto alla pratica quotidiana.

È tempo di passare dalla teoria alla pratica. Un’ iniziativa di benessere aziendale non dovrebbe essere un’ eccezione, ma parte integrante della cultura aziendale. Va normalizzata, praticata e resa accessibile.

Non è necessaria una rivoluzione nell’organizzazione, ma bastano dei piccoli gesti costanti per cambiare il clima aziendale. Il vero impatto sta nella continuità, non nella complessità e nella voglia di apportare dei veri cambiamenti.

Weekly check-in: 10 minuti che cambiano la giornata

Dedicare 10 minuti a settimana nella quale ogni dipendente condivide come si sente, o si è sentito nella settimana, senza giudizi. All’inizio non sarà semplice e apparirà bizzarro ma condividere dei momenti di intimità può rafforzare la fiducia tra colleghi e migliora l’empatia nei team. Tutto ciò all’interno di spazi condivisi nella quale si crea lo spazio per l’ascolto attivo magari guidati da team di coach.

Mini pause rigenerative: meno caffè, più respiro

Le pause, durante la giornata lavorativa, sono fondamentali. Inserire delle micro-pratiche di benessere nella giornata lavorativa può fare la differenza. Potrebbero essere 3 minuti di respiro consapevole, stretching condiviso, una camminata post-pranzo, piccole attivazioni fisiche.

Formazione continua come iniziativa per il benessere aziendale

Un altro aspetto interessante, potrebbe essere quello di offrire dei percorsi di formazione sulle soft skills, sulla gestione dello stress, sulla mindfulness e silla self-leadership.

Formarsi sul benessere significa acquisire strumenti pratici per superare con consapevolezza le sfide quotidiane, sviluppando anche l’intelligenza emotiva.

Maggiore flessibilità

I lavoratori vanno sempre più alla ricerca di condizioni lavorative che offrano maggiore flessibilità, ecco perchè le aziende dovreee possibilit

Linee ministeriali e iniziative del benessere in azienda

Ci sono dei riferimenti normativi che ogni azienda deve prendere in considerazione per promuovere un clima aziendale positivo, sano e sicuro. Tali linee spingono le aziende nel prendere delle iniziative che tutelino il benessere organizzativo.

D.Lgs. 81/2008 impone alle organizzazioni di valutare tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compreso lo stress legato al lavoro. Richiede formazione adeguata e adozione di misure preventive.

Linee Guida del Ministero della Salute sul Benessere organizzativo: promuove la realizzazione di piani di welfare aziendali tra cui il supporto psicologico, la promozione della salute fisica e mentale e politiche per il work-life balance.

Quindi, scegliere, ogni giorno, di prendersi cura del benessere dei dipendenti è già una forma di cambiamento culturale. Ogni azione quotidina può diventare parte di una più ampia inziativa di benessere aziendale.

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BURNOUT: COME USCIRNE.

Donna che grida seduta sulla sua scrivania da lavoro con il computer davanti e dei documenti. Ha bisogno di consigli utili per uscire dal burnout.

Maslach Burnout Inventory

Prima di cominciare la lettura di questo articolo su consigli utili per uscire dal burnout, prenditi 5 minuti preziosi del tuo tempo per riflettere su queste domande:

  • Mi sento emotivamente svuotato/a dal mio lavoro?
  • Alla fine della giornata lavorativa, sono esausto/a?
  • Mi sembra di non riuscire più a coinvolgermi con le persone al lavoro?
  • Il mio lavoro mi sta logorando?
  • Ho la sensazione che il mio lavoro non serva a nulla?
  • Mi sento stressato/a appena arrivo in ufficio?
  • Mi capita spesso di non provare empatia verso i colleghi/clienti?
  • Mi sento meno efficace rispetto a prima?
  • Faccio fatica a concentrarmi e prendere decisioni?

Adesso che hai concluso, se te lo stai chiedendo queste sono solo alcune delle domande del Maslach Burnout Inventory, un questionario stilato ad hoc per un’autovalutazione rapida del rischio di burnout.

Naturalmente, non si tratta di una valutazione medica, ma di un primo strumento di autoanalisi utile per capire se si è potenzialmente a rischio burnout.

Adesso che lo sai, analizza le seguenti risposte includendo i seguenti paramteri:

  • 0 = MAI
  • 1 = QUALCHE VOLTA ALL’ANNO
  • 2 = UNA VOLTA AL MESE O MENO
  • 3 = QUALCHE VOLTA AL MESE
  • 4 = UNA VOLTA ALLA SETTIMANA
  • 5 = QUALCHE VOLTA ALLA SETTIMANA
  • 6 = OGNI GIORNO

Ed eccoti i rusultati:

  • Punteggi alti nelle prime 4-5 domande → rischio di esaurimento emotivo;
  • Risposte alte a domande 3, 4 e 7 → possibile distacco e cinismo;
  • Risposte basse alla 5, 8, 9 → sensazione di inefficacia.

Questo video può aiutarti per approfondire l’autovalutazione.

Ora che tutto è più chiaro, passiamo ai consigli utili su come uscire dal burnout.

Come uscire dal burnout: esiste davvero una cura?

Non si può parlare di una vera e propria cura, ma è di fondamentale importanza riconoscere subito i sintomi e applicare qualche piccolo consiglio per superare questo periodo.

Riconoscere il problema.

Il primo passo è l’accettazione del problema, riconoscere di avere un problema (mai sminuirlo).

“Stringi i denti, passerà!”

No, non è il caso questa volta: parlane con chi ti è vicino ed esponi il problema senza paura.

Consultare un medico.

Che i sintomi siano di natura psicologica, fisica o entrambi è fondamentale confrontarsi con un esperto: psicologo o psicoterapeuta o un medico di fiducia per i sintomi fisici.

Ti lascio una lista di specialisti dedicati al Burnout.

Prendersi una pausa.

Prendersi una pausa concreta: delle ferie, un congedo, diminuzione di orario di lavoro, prendersi una pausa dagli schermi.

Rallenta, non riempire il tempo libero con nuovi impegni.

Delegare.

Spesso per alleggerirsi è importante delegare qualcuno a fare qualcosa, non bisogna sentirsi in colpa di dire “no”.

Parlarne con qualcuno nell’ambiente lavorativo.

È molto difficile, ma coinvolgere il manager o l’HR della tua azienda potrebbe aiutarti a risolvere più velocemente il problema.

Fare attività ricreative, senza un obiettivo.

Le attività ricreative che non richiedano troppo sforzo, performance e obiettivi da raggiungere sono necessarie: passeggiare, leggere, ascoltare musica, cucinare.. tutto ciò che diminuisce lo stress e non lo alimenta.

Spegnere gli schermi per uscire dal burnout.

Una volta fuori dal lavoro è importante allontanarsi dagli schermi, dalle chiamate e dalle urgenze lavorative (il progetto può aspettare domani, la tua salute mentale no).

Relazioni umane e vere.

Se da un lato gli schermi (e la condizione psicologica del momento) ci isolano, la vita sociale ci fa rinascere. Esci con qualcuno a te caro (non per forza per parlare del tuo problema) e coltiva delle relazioni autentiche.

Accettare, ora si che potrai uscire dal burnout.

La tua condizione momentanea non è una sconfitta: non sei debole, sei solo umano.

Non sei l’unico, hai solo avuto il coraggio e la forza di ammetterlo.

Probabilmente avrai toccato il fondo, e adesso si che potrai rinascere.

Capire come uscire dal burnout è difficile, evitarlo è possibile.

Tutti quelli sopra elencati sono sicuramente dei consigli utili, ma la prevenzione è comunque importantissima e mai da sottovalutare.

Ecco perché, oggi più che mai, le aziende hanno un ruolo chiave – come evidenziato in questo articolo – nel riconoscere i segnali di disagio, ascoltare i propri dipendenti e mettere in atto azioni concrete.

Noi, allo stesso tempo, abbiamo un ruolo altrettanto fondamentale: la scelta dell’azienda di cui più condividiamo i valori.

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La Chiave per il Successo Aziendale: come motivare i dipendenti

COME MOTIVARE I DIPENDENTI

Ma come si può realmente motivare un dipendente? Molti manager ritengono che sia compito dei dipendenti svolgere al meglio il lavoro per cui sono stati assunti. Tuttavia, il riconoscimento è essenziale per costruire una connessione emotiva tra responsabili e collaboratori.

Questa relazione rafforza la motivazione, soddisfa il bisogno di stima e appartenenza, e spinge i dipendenti a impegnarsi di più nel loro ruolo all’interno dell’azienda. Come spiega Liz Guthridge, coach del Connect Consulting Group in South Carolina, il riconoscimento soddisfa un bisogno fondamentale nel mondo del lavoro:

Le persone bramano il riconoscimento. Il riconoscimento conferma che stai facendo la cosa giusta e ti incoraggia a continuare a farlo. Inoltre, l’atto di dare e ricevere riconoscimento fa sentire bene sia il donatore che il ricevente, grazie all’aumento del livelli di dopamina, il neurotrasmettitore del benessere. “

Riconoscimenti e premi sono strumenti potenti per incentivare le prestazioni e migliorare significativamente i risultati. Nel rapporto WorkHuman Research Institute 2016 il 79% degli intervistati ha detto che programmi di riconoscimento e programmi a premi li spingono a lavorare più duramente.

Quindi riconoscere un lavoro ben fatto non richiede alcun investimento economico: può essere realizzato attraverso un programma strutturato o con un gesto semplice, come inviare un messaggio personale o, ancora meglio, una nota scritta a mano per elogiare l’ottimo contributo dei membri del team.

Le 4Strategie per Motivare i Dipendenti:

come motivare i dipendenti
Mani di un manager e dipendenti unite in cerchio, simbolo di collaborazione e lavoro di squadra in un ambiente aziendale.

1.PREMIARE IL MERITO

Un leader aziendale efficace valorizza il talento dei collaboratori con coraggio e consapevolezza: costruisce gruppi solidi, riconosce i risultati ottenuti, premia il merito, delega con fiducia e organizza il lavoro in modo strategico. Questo approccio stimola la crescita professionale del team, favorendo autonomia, competenze e un incremento della produttività.

2.INCENTIVARE LA FLESSIBILITA

Modalità di lavoro flessibili, come lo smart working, permettono ai dipendenti di gestire meglio il loro equilibrio tra vita privata e lavoro. Questo aumenta la soddisfazione e riduce lo stress.

3.INVESTIRE NELLA FORMAZIONE

Favorire la crescita professionale dei dipendenti è una strategia fondamentale per stimolare il loro impegno e massimizzare il potenziale. Proporre programmi di formazione, tracciare percorsi di sviluppo ben definiti e offrire possibilità di avanzamento li aiuta a sentirsi apprezzati e a lavorare con maggiore entusiasmo verso obiettivi ambiziosi.

4. ASCOLTARE E COINVOLGERE

Organizzare riunioni regolari per raccogliere feedback e idee è essenziale. Coinvolgere i dipendenti nei processi decisionali li fa sentire parte integrante dell’azienda e aumenta la loro motivazione.

In conclusione investire nella motivazione dei dipendenti offre un vantaggio significativo per l’azienda: migliora la produttività, crea un ambiente di lavoro positivo e favorisce la fidelizzazione del personale. Un team motivato rappresenta una risorsa preziosa, capace di affrontare le sfide con entusiasmo e contribuire al successo a lungo termine.

Fai il primo passo verso un team più motivato: inizia oggi a valorizzare il talento e a costruire un ambiente di lavoro positivo e produttivo! Non aspettare, il cambiamento parte da te.

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Impara a delegare in azienda

posto di lavoro collaborativo dove sono messe in atto best pratices in azienda e azioni di wellbeing

Perché imparare a delegare in azienda è una skill fondamentale

Ammettiamolo, “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio” e “chi fa da sé fa per tre“. Questi proverbi popolari ci accompagnano sin dalla tenera età. Impariamo la diffidenza verso l’altro non appena vengono tradite le nostre aspettative o subiamo dei torti. Per evitare di passare per ingenui e affidare le nostre faccende a terzi, preferiamo sbrogliarci da soli.

La mancanza di fiducia e di condivisione esistono non solo nella nostra vita privata, ma anche in azienda. A volte i rapporti tra colleghi possono essere tesi, con poco stimolo alla comunicazione e alla condivisione. Delegare mansioni a lavoro non è un atto che richiede solo grande fiducia nei confronti dei colleghi, ma anche una grandissima capacità di comunicazione, pianificazione e coordinazione. In un ambiente lavorativo sano, la condivisione e delega dei compiti devono essere all’ordine del giorno. In seguito, i benefici del delegare in azienda.

Benefici del delegare

Da imprenditore o responsabile, molto probabilmente, preferisci fare da te, spesso per evitare di “perdere tempo” dietro ai collaboratori per affidare loro determinati incarichi. Innanzitutto, è necessario instaurare un rapporto di fiducia, con il buon esempio che deve partire dai vertici. Ricorda che circondarsi di persone di fiducia è fondamentale per avere successo come leader.

Una volta che avrai assegnato a persone di fiducia una mansione, potrai ottimizzare l’organizzazione aziendale e il tuo tempo. Questo ti permetterà di sgravarti delle piccole incombenze e di focalizzarti su attività più rilevanti. Inoltre, i tuoi collaboratori sentiranno di essere apprezzati per il loro lavoro e saranno motivati ad aiutarti nel processo di crescita della tua impresa. Ma anche la gestione dei dipendenti, se portata avanti con empatia e spirito di squadra, può avere un forte impatto nello sviluppo di un’organizzazione.

Quando i tuoi collaboratori portano a termine un compito che tu hai delegato, sii riconoscente nei loro confrontiringrazialo anche con delle semplici frasi di stima. Un lavoratore che si sente apprezzato è più efficiente e motivato e porta in ufficio il giusto atteggiamento.

Un buon leader sa delegare ai suoi collaboratori, per il benessere proprio e della propria azienda. è importante saper chiedere aiuto perché è necessario il supporto di altre persone.

Come delegare al meglio

Delegare è una delle best practices aziendali. Per approfondire, le 8 best practices da mettere in atto per vivere nel modo migliore possibile l’azienda.

Oltre alla fiducia, la chiarezza nell’assegnare un compito è un altro tassello necessario. Spiega al tuo collaboratore il metodo di lavoro che vorresti usasse, consiglia delle risorse utili o l’approccio che adotteresti tu. Più ci si accorda sul risultato finale, più certezze si avranno su come verrà eseguito il lavoro.

Da responsabile, Sei il punto di riferimento del tuo staff, la loro fonte di ispirazione: la professionalità e l’impegno partono da te. Se ti aspetti che i tuoi dipendenti lavorino affiancati, si ascoltino e cooperino, devi essere il primo a portare avanti questi atteggiamenti.

Segui un calendario e delle deadlines. Stabilisci un programma dei lavori e una scadenza precisa per il completamento della mansione. Prepara dei meeting di aggiornamento e dei check periodici. Saranno utili a te, per avere tutto sotto controllo, e al tuo collaboratore, che saprà già quando potrà porti domande o chiederti un feedback.

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Le 5 migliori idee per gadget personalizzati per il benessere dei dipendenti

Nel panorama aziendale moderno, le idee di gadget personalizzati stanno emergendo come strumenti fondamentali per promuovere il benessere dei dipendenti. La valorizzazione delle risorse umane è diventata una priorità strategica per tutte quelle aziende che vogliono distinguersi in un mercato sempre più competitivo. Non basta più offrire semplici benefit standardizzati: oggi è essenziale adottare un approccio personalizzato, capace di rispondere ai reali bisogni del personale.

In questo contesto, le 5 migliori idee per gadget personalizzati per il benessere dei dipendenti rappresentano un’opportunità concreta per rafforzare l’identità aziendale, aumentare la soddisfazione lavorativa e migliorare il clima organizzativo.

"Le 5 migliori idee per gadget personalizzati per il benessere dei dipendenti

L’importanza dei gadget personalizzati nella cultura aziendale

Le 5 migliori idee per gadget personalizzati per il benessere dei dipendenti non sono solo strumenti di comunicazione visiva: sono il simbolo di un’attenzione concreta verso il singolo individuo.

L’integrazione di gadget pensati ad hoc per i propri collaboratori consente di trasmettere valori, rafforzare il senso di appartenenza e incoraggiare comportamenti positivi. Inoltre, contribuisce a costruire una cultura aziendale più coesa, moderna e centrata sulle persone.

Come possono i gadget personalizzati contribuire alla retention dei collaboratori nel lungo periodo

Investire in gadget personalizzati per il benessere non è solo una scelta etica, ma anche una decisione strategica. Offrire ai dipendenti oggetti pensati per migliorare il loro equilibrio psico-fisico favorisce la retention e riduce i costi legati al turnover.

I collaboratori che percepiscono l’azienda come un luogo attento alle loro esigenze personali sono più propensi a rimanere a lungo e a contribuire con maggiore impegno alla crescita dell’organizzazione.

Qual è il ruolo dei gadget personalizzati nella costruzione di una comunicazione interna più efficace e coinvolgente

I gadget personalizzati possono essere strumenti efficaci anche per la comunicazione interna. Essi rafforzano l’identità visiva dell’azienda e rendono visibile l’attenzione verso i valori comuni.

Attraverso una strategia coerente, si può stimolare il dialogo tra team, migliorare il senso di appartenenza e favorire una cultura del feedback continuo. Questi strumenti rappresentano un punto di contatto quotidiano tra i valori aziendali e il vissuto personale dei dipendenti.

Le 5 migliori idee per gadget personalizzati per il benessere dei dipendenti e la sostenibilità

Un aspetto oggi imprescindibile nella scelta di gadget personalizzati è la sostenibilità ambientale. Le aziende più attente scelgono fornitori certificati e materiali riciclabili, comunicando così un messaggio etico forte e coerente.

L’utilizzo di gadget ecologici mostra un impegno concreto non solo verso i dipendenti, ma anche verso la collettività e l’ambiente. L’adozione di pratiche sostenibili nel processo di personalizzazione accresce il valore percepito dell’azienda da parte di clienti, partner e dipendenti stessi.

Gadget sostenibili per il benessere dei dipendenti in azienda

In che modo i gadget personalizzati possono rafforzare l’employer branding e migliorare l’immagine aziendale

La personalizzazione dei gadget è anche una potente leva di employer branding. Aziende che curano la relazione con i propri dipendenti attraverso oggetti utili, originali e rappresentativi dei propri valori risultano più attrattive agli occhi dei talenti.

Questa strategia può essere determinante nei processi di selezione, onboarding e fidelizzazione. Il gadget diventa un “ambasciatore del brand”, uno strumento che comunica l’unicità della cultura aziendale in modo tangibile e memorabile.

In Conclusione questo articolo cerca di mostrare le migliori idee per gadget personalizzati per il benessere dei dipendenti non sono solo una tendenza, ma una vera strategia di valorizzazione del capitale umano.

Integrarle nella cultura aziendale significa mettere al centro la persona, migliorare l’ambiente di lavoro e rendere l’azienda più attrattiva, etica e sostenibile.

Se sei interessato ad altre soluzioni, leggi il nostro articolo dedicata ai Work-kit personalizzati oppure contattaci per ricevere una consulenza gratuita.

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Welcome kit aziendale, quando è importante

postazione in ufficio con telefono, pc, tastiera, mouse, macchina fotografica, batteria samsung, un pennello trucco e auricolari, pronto per il primo giorno in azienda in attesa del suo welcome kit aziendale

Il primo giorno di lavoro porta con sé non solo felicità ma anche tanta frustrazione e paura, offrire un welcome kit aziendale ai propri dipendi può generare un senso di tranquillità.

L’inizio di un nuovo percorso pieno di opportunità va celebrato, il modo migliore per farlo è offrire accoglienza e supporto al nuovo arrivato.

Il welcome kit dunque, non è soltanto una formalità o un senso di dovere da parte dell’azienda verso il proprio dipendente ma è un vero e proprio gesto di accoglienza, il modo migliore per trasmettere attenzione verso un collaboratore.

E’ in assoluto la prima forma di contatto con il mondo che vivrai per i prossimi giorni della tua vita lavorativa presso l’azienda per la quale lavorerai.

A cosa serve il welcome kit aziendale?

Dunque il welcome kit aziendale si impegna a creare una prima impressione positiva, ma quali sono effettivamente i suoi obiettivi principali?

  1. Far sentire accolti
  2. Trasmettere valori aziendali
  3. Trasmettere attenzione verso gli interessi dei dipendenti

Ricevere un kit di benvenuto comunica un messaggio chiaro e importante, non sei un numero ma una persona.

Ogni oggetto, messaggio o esperienza raccolta in ogni kit non è solo l’identità dell’azienda ma anche la tua.

Cosa contiene un welcome kit aziendale

Solitamente a comporre il kit ci sono sempre i soliti oggetti utili nella vita lavorativa di tutti i giorni, taccuino, agenda, penna, borraccia termica con il logo dell’azienda.

Ad oggi però sempre molte più aziende decidono di offrire un kit personalizzato secondo gli interessi del dipendente con tantissime alternative che sia dal più comune kit materiale a quello elettronico.

Come abbiamo già elencato, la scelta di offrire anche kit elettronici è una scelta giusta ed ecosostenibile da parte dell’azienda.

Anche l’estetica del kit conta, i colori utilizzati ma soprattutto le parole, lasciare un messaggio e non solo utilizzato nei kit elettronici, le parole sono quel qualcosa in più, apprezzate e che lasciano un segno indelebile.

Inserire inoltre una piccola storia aziendale potrebbe aiutare a far capire di più l’ottica aziendale e facilitarne l’inizio e l’inclusione dell’ultimo arrivato.

Origine ed evoluzione

Per i più curiosi possiamo aggiungere che la cultura del kit di benvenuto ci accompagna dagli anni ’70-’80 e venivano utilizzatati dalle multinazionali americane, lo scopo è sempre stato lo stesso, fidelizzare i propri dipendenti.

Inizialmente i kit contenevano badge e materiali per l’ufficio, oggetti che solitamente dovrebbero già essere presenti in ufficio.

Dagli anni 2000 il welcome kit si evolve, non è più solo mezzo ma anche un messaggio, inizia a raccontare l’identità aziendale e si concentra di più sulla parte integrante dell’individuo.

Oggi, in molte aziende il kit è diventata una parte fondamentale perchè permette di accorciare le distanze.

Quando si utilizza

Abbiamo parlato solo del classico primo giorno del dipendente in azienda eppure, il welcome kit aziendale può benissimo essere utilizzato in diverse situazioni come ad esempio:

  • Cambio di ruoli o promozioni
  • Lancio di nuove sedi o team
  • Compleanni

Inizia bene, costruisci meglio

Dalle origini ad oggi c’è sempre stata la necessità dunque di accogliere, con un sorriso, con piccoli gesti, con un kit aziendale. E’ nella natura umana cercare un contatto tra individui, una buona azienda è quella che costruisce giorno dopo giorno un futuro in cui sei presente.

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8 Best practices aziendali

posto di lavoro collaborativo dove sono messe in atto best pratices in azienda e azioni di wellbeing

Cosa sono le Best Practices e quali sono i comportamenti da evitare

Possiamo definire le best practices come delle buone abitudini per l’esecuzione di attività o processi aziendali. Questi approcci positivi in campo professionale servono per ottenere le migliori performance aziendali, preferendo un utilizzo minimo di risorse per il massimo risultato, superando passaggi superflui che non portavano nessuna conclusione.

Prima di capire quali possono essere le best practices da seguire nella propria azienda, è bene identificare prima i comportamenti da evitare.

Alcuni esempi di Bad Practices sono:

  1. Non valorizzare le risorse interne per il merito e per le loro caratteristiche personali. Spesso si promuovono persone sulla base di preferenze, gerarchia, amicizie e nepotismo.
  2. Lavorare in un costante stato di urgenza per rispettare tutte le deadlines.
  3. Troppo carico lavorativo, sia carico mentale che ore di straordinario non dichiarate.
  4. Fare discriminazioni di ogni tipo: politico, di genere, di orientamento, di etnia o religioso.
  5. Avere ruoli e responsabilità poco chiare o non definite.
  6. Tollerare comportamenti scorretti anziché correggerli.

Avere in azienda abitudini o pratiche scorrette e non fare nulla per correggerle comporta la generazione di ambienti di lavoro tossici. Le ripercussioni sul benessere aziendale e sulla produzione si tramutato in un continuo turnover e della perdita di capitale umano e produttivo.

8 Best practices da seguire in azienda

Vediamo invece quali sono le 8 best practices aziendali da seguire per creare un ambiente stabile e stimolante per attirare talenti e fidelizzare i dipendenti.

  1. Brand Reputation:Sembra sottovalutato ma è importante il monitoraggio online per sapere cosa la gente pensa del nostro brand. Non solo per controllare come viene percepita la qualità di prodotti e servizi offerti, ma anche capire il sentiment di collaboratori o ex collaboratori della nostra azienda. Imbattersi in recensioni negative sull’ambiente lavorativo mina l’immagine dell’azienda stessa.
  2. Etica e integrità: I migliori candidati sono persone che mostrano un alto livello di etica, onestà e integrità, relazioni con la gente. In una realtà in cui l’Intelligenza Artificiale presenta sia opportunità senza precedenti che minacce potenzialmente diffuse, un’azienda virtuosa dovrà dare priorità all’etica lavorativa e alla valorizzazione dei dipendenti, una cultura che valorizzi l’onestà, l’integrità e i rapporti etici.
  3. Riunioni in team e incontri 1 to 1: Avere riscontri diretti dai propri dipendenti è fondamentale per discutere dell’andamento delle attività e per avere un canale di comunicazione aperto. Tracciare le attività eseguite dai propri dipendenti e avere un feedback sulla qualità del lavoro permette di costruire un ambiente lavorativo sano e migliore.
  4. Chiara definizione dei ruoli: Questo non riguarda solo il ruolo in termini gerarchici. Sapere chi è la persona di riferimento di un determinato ambito permette ad ogni persona ad eseguire al meglio i propri compiti.
  5. Responsabilità e delega: Riprendendo il punto precedente, riconoscere ruoli e responsabilità è fondamentale per lavorare correttamente. Anche se può apparire scontato, avere buone abilità di delega di mansioni ai propri collaboratori contraddistingue un’azienda ben strutturata da una che invece non segue strategie.
  6. Formazione e apprendimento dei dipendenti: Nel mondo di oggi, per rimanere informati e “al passo coi tempi” serve un continuo studio e una continua formazione. Un’azienda non può permettersi di trovarsi fuori dal mercato e di non avere le competenze e qualifiche necessarie. Non solo corsi di formazione, ma anche ripercorrere quanto si è fatto, ricordando che “sbagliando si impara”. Dopo un progetto importante, è utile fare una riunione dove emergono le attività che hanno performato bene e altre che hanno performato male.
  7. Bottom up planning: Il bottom-up planning è un approccio alla pianificazione strategica che parte dai livelli più bassi dell’organizzazione per poi salire verso l’alto, fino a raggiungere la direzione aziendale. Si tratta di un metodo che coinvolge attivamente tutti i membri dell’organizzazione nel processo decisionale. I dipendenti si sentono più coinvolti e motivati quando hanno la possibilità di contribuire alla definizione degli obiettivi aziendali, favorendo la nascita di nuove idee e soluzioni innovative.
  8. Crescita e sviluppo personale: Puntare sulla crescita professionale del dipendente è un investimento a lungo termine che mira a migliorare le competenze, le conoscenze e le abilità dei collaboratori, allineando le loro aspirazioni con gli obiettivi aziendali. I dipendenti, se vedono che l’azienda investe in loro, si sentono più valorizzati e motivati. I collaboratori più competenti e motivati portano a risultati migliori. Un piano di sviluppo ben strutturato aiuta a trattenere i talenti all’interno dell’azienda e riduce il turnover.

I danni delle bad practices

Spesso si sottovaluta quanto queste 8 best practices siano azioni fondamentali per la solidità aziendale. Per approfondire: i danni del turnover e come fare per diminuirlo.

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Regali aziendali, un ponte tra emozioni e sostenibilità

Sempre più aziende decidono di investire in regali aziendali verso il mondo della sostenibilità e regalando un vero e proprio gesto ricco di emozioni.

Ci sono gesti che parlano senza fare rumore, senza imballaggio, senza nastri, pensieri, senza carta da regalo con stampe e disegni particolari da strappare.

Gesti che aprono situazioni ed esperienze possibili. Come ricevere un invito a rallentare, una messaggio che ci invoglia e ci impegna a prenderci un po’ di tempo per volerci bene, per vivere con leggerezza.

un email che viaggia in un mondo dove regna la sostenibilà, da parte di un azienda al suo dipendente regelando emozioni

Regali e Gadget aziendali.

Per molto tempo e ancora oggi le aziende utilizzano i regali aziendali non propriamente con sostenibilità e che non regalano alcun tipo di emozione al destinatario.

Vengono dunque utilizzati come sinonimo di gadget, un esempio più comune potrebbe essere quello delle penne con il logo dell’azienda, quante volte ti è capitato di toccarne con mano una?

Molto spesso sono utilizzate anche come non solo regali aziendali ma anche doni per i clienti insieme al fantomatico calendario annuale. Ma non solo, ad accompagnare quest’ultime ci sono le comuni agende, tazze, zaini e braccialetti.

A conti fatti, tutti oggetti che occupano spazio ma che lasciano al dipendente poco e niente e che la maggior parte delle volte rimangono inutilizzati.

Oggi un passo alla volta tutto questo sta cambiando esattamente come la percezione materiale delle persone, sono sempre più comuni arredamenti e ambienti minimal dove tutto ciò che è in eccesso diventa futile e non necessario

Quindi tutti gli oggetti brandizzati diventano qualcosa della quale farne a meno

Perché scegliere un servizio immateriale?

Scegliere un servizio immateriale come parte di regali aziendali è dunque importante perché le persone non hanno più l’esigenza di oggetti da utilizzare come soprammobili ma di qualcosa di tangibile a livello emotivo ed esperienziale.

E’ così che nascono quelle che conosciamo come box esperienze, arrivano via e-mail, curate nei dettagli, pensate per sorprendere e coccolare il destinatario.

Che siano parchi a tema, una giornata alla spa, un pranzo con vista panoramica, ingressi a musei e gallerie d’arte, tutte le box che vengono offerte dalle varie aziende hanno ugualmente lo stesso beneficio, il relax e cosa non meno importante, la sostenibilità.

uomo che sorride dietro lo schermo mentre legge la sua email contente uno dei regali digitali grazie alla sostenibilità da parte della sua azienda

Una nuova visione di regali aziendali sostenibili

Vediamo quindi quando si parla di una nuova visione di regali aziendali sostenibili cosa in realtà si intende: tra le tante qualità che abbiamo già citato precedentemente c’è la riduzione dell’impatto ambientale in ogni fase:

  • Nessun trasporto
  • Nessuna produzione fisica

Ogni box esperienza digitale offerta è un gesto a favore della sostenibilità perché possiamo contare quanta carta non è stata stampata, quanta plastica non è stata utilizzata, quanto carburante non è stato sprecato.

E’ a tutti gli effetti una presa di posizione per il benessere del pianeta e di chi lo occupa.

Anche The Black Bag pensa che i regali immateriali siano una scelta sostenibile e originale.

Concentrarsi sull’essenziale

In un’epoca in cui tutto è accessibile, il vero lusso diventa il tempo, l’ascolto, le esperienze. Pertanto, regalare una box esperienze digitale significa non solo offrire un momento ma costruire una memoria, generare valore emotivo e culturale.

Per le aziende è l’occasione con i regali aziendali di raccontare chi sono davvero oltre il logo e il prodotto è una posizione a livello ecologico. Un ponte tra valori e persone, un gesto che parla di visione, di responsabilità, di futuro.

Perché ciò che resta non è l’oggetto ma la sensazione che ha lasciato. Per chi lo riceve invece è un bagaglio ricco di ricordi da vivere e rivivere.

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Se hai avuto il piacere di vivere o regalare una box esperienza comunicaci quali aspetti hai trovato di tuo gradimento e quali vorresti migliorare.

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Prevenire lo stress da lavoro: il ruolo chiave delle aziende. 

Quando lo stress da lavoro diventa burnout: in Italia manca ancora chiarezza.

Prima di addentrarci nelle cause, nei rischi e nelle soluzioni del problema, deve essere chiarita la distinzione tra “stress da lavoro” e “Burnout” (anche detta Sindrome di Burnout).

Con il primo si intende  la percezione di squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste dell’ambiente lavorativo eccedono le capacità individuali per fronteggiare tali richieste.

Con il secondo si intende una conseguenza del primo, ovvero un fenomeno caratterizzato da sintomi fisici e psicologici derivanti da uno stress prolungato vissuto sul posto di lavoro.

Ora che la distinzione è chiara, parliamo di come prevenire lo stress da lavoro e il ruolo chiave delle aziende nel raggiungimento di questo obiettivo.

Malessere dei dipendenti: enorme impatto sull’intera azienda.

Dipendente con dei fogli in mano che esulta come se fosse arrivato un premio: spiega come lo stress da lavoro può avere un enorme impatto sull'intera azienda.

In qualunque modo lo si voglia chiamare o descrivere, un dato è certo ed emerge tra le aziende italiane: il malessere dei dipendenti ha un grandissimo impatto sull’intera azienda.

Tra i rischi principali che incorrono le aziende nel mettere in secondo piano le esigenze e il benessere dei propri dipendenti, troviamo:

  • aumento degli assenteismi
  • diminuzione della produttività
  • aumento di turn-over
  • aumento dei costi

Per questo motivo è di fondamentale importanza monitorare regolarmente il livello di stress attraverso interviste, questionari o sondaggi anonimi, focus group, App dedicate.

Il ruolo chiave delle aziende: come prevenire dimissioni di massa?

Oltre ai buoni contratti e agli stipendi dignitosi, il tempo libero è il vero Antidoto contro il burnout.

Come sostiene l’Articolo de Il Corriere della sera, infatti, è divenuto di primaria importanza inserire in agenda delle ore da dedicare ai propri interessi, al di fuori degli impegni lavorativi e familiari.

L’integrazione all’interno dell’azienda stessa di spazi ricreativi (come sala caffè, sala yoga, calcio balilla o ping pong), partnership con le palestre e i centri fitness più vicini, collaborazioni con scuole di ceramica, di pittura.. sono solo alcuni esempi del Work-Life Balance che tutti i dipendenti rincorrono.

Come sostiene questo articolo, ormai è di primaria importanza non solo il tempo libero inteso come “ore disponibili” da passare fuori ufficio, ma anche e soprattutto il tempo di qualità (godersi davvero le proprie ore libere, senza l’ansia della riunione del giorno dopo, senza dover rispondere a chiamate durante una passeggiata col cane, senza che lo yoga sia disturbato dalla lista “to do” che rimbomba in testa).

È il caso italiano di Sisal, che ha aderito a diverse iniziative con l’obiettivo di creare un ambiente di lavoro sano e migliorare il benessere dei propri dipendenti (e perchè no, avere anche un ottimo biglietto da visita in logica di employer branding).

Sarebbe bello se il Work-Life Balance diventasse peculiarità aziendale e non eccezione.

Stress da lavoro e burnout: cause evidenti, le statistiche parlano.

Dopo aver parlato del problema e di (alcune delle tante) soluzioni, adesso è il momento delle cause.

Secondo l’Articolo di Unobravo:

  • organizzazione aziendale
  • relazioni tra colleghi e con i superiori
  • modalità di gestione del lavoro
  • rapporto personale che si ha con il lavoro

sono tra le cause scatenanti.

I dati parlano e sono queste le motivazioni più comuni quando le persone dichiarano di avere sofferenze psicologiche correlate all’ambito lavorativo.

La Voce dei Medici, infatti, ci conferma che 8 italiani su 10 sono a rischio burnout. Di questi le più a rischio sono le donne, a livello geografico la Lombardia e il Piemonte le regioni più a rischio e Milano al primo posto come città.

Etimologia e primi studi della parola stress.

Che lo stress da lavoro sia ormai da anni una problematica globale è un dato di fatto. Ma da dove nasce questa parola?

Dal medio inglese destresse, che a sua volta proviene dall’antico francese estresse, significante “angoscia” o “oppressione”.

Ne ha parlato per la prima volta negli anni ’30 Hans Selye, che sviluppò il concetto di “sindrome generale di adattamento”, descrivendo come l’organismo risponde a stimoli stressanti (stressors) in tre fasi: allarme, resistenza, esaurimento.

Lo seguì Robert Karasek negli anni ’70, che fu il primo a studiare lo “stress da lavoro” nello specifico.

Cura del dipendente come scelta strategica aziendale.

Imprenditore che strizza l'occhio è fa "OK" con le mani, è davanti una scrivania in cui sono rappresentati degli omini, una lampadina che rappresenta una buona idea e il simbolo dei soldi. Descrive il ruolo chiave delle aziende per lo stress da lavoro.

Ormai quindi i numeri parlano chiaro: un’azienda che trascura il benessere dei propri dipendenti perde produttività, fiducia interna e capacità attrattiva sul mercato del lavoro. Ma soprattutto perde umanità.

Investire nella salute mentale non è più un gesto “gentile”: è una scelta strategica, una leva concreta per trattenere i talenti, attirarne di nuovi, migliorare la performance e costruire un’identità aziendale forte e credibile.

Il benessere non è un benefit, è una cultura.
Ed è tempo che ogni azienda inizi a trattarlo con la stessa priorità con cui tratta il bilancio.