Maslach Burnout Inventory
Prima di cominciare la lettura di questo articolo su consigli utili per uscire dal burnout, prenditi 5 minuti preziosi del tuo tempo per riflettere su queste domande:
- Mi sento emotivamente svuotato/a dal mio lavoro?
- Alla fine della giornata lavorativa, sono esausto/a?
- Mi sembra di non riuscire più a coinvolgermi con le persone al lavoro?
- Il mio lavoro mi sta logorando?
- Ho la sensazione che il mio lavoro non serva a nulla?
- Mi sento stressato/a appena arrivo in ufficio?
- Mi capita spesso di non provare empatia verso i colleghi/clienti?
- Mi sento meno efficace rispetto a prima?
- Faccio fatica a concentrarmi e prendere decisioni?
Adesso che hai concluso, se te lo stai chiedendo queste sono solo alcune delle domande del Maslach Burnout Inventory, un questionario stilato ad hoc per un’autovalutazione rapida del rischio di burnout.
Naturalmente, non si tratta di una valutazione medica, ma di un primo strumento di autoanalisi utile per capire se si è potenzialmente a rischio burnout.
Adesso che lo sai, analizza le seguenti risposte includendo i seguenti paramteri:
- 0 = MAI
- 1 = QUALCHE VOLTA ALL’ANNO
- 2 = UNA VOLTA AL MESE O MENO
- 3 = QUALCHE VOLTA AL MESE
- 4 = UNA VOLTA ALLA SETTIMANA
- 5 = QUALCHE VOLTA ALLA SETTIMANA
- 6 = OGNI GIORNO
Ed eccoti i rusultati:
- Punteggi alti nelle prime 4-5 domande → rischio di esaurimento emotivo;
- Risposte alte a domande 3, 4 e 7 → possibile distacco e cinismo;
- Risposte basse alla 5, 8, 9 → sensazione di inefficacia.
Questo video può aiutarti per approfondire l’autovalutazione.
Ora che tutto è più chiaro, passiamo ai consigli utili su come uscire dal burnout.
Come uscire dal burnout: esiste davvero una cura?
Non si può parlare di una vera e propria cura, ma è di fondamentale importanza riconoscere subito i sintomi e applicare qualche piccolo consiglio per superare questo periodo.
Riconoscere il problema.
Il primo passo è l’accettazione del problema, riconoscere di avere un problema (mai sminuirlo).
“Stringi i denti, passerà!”
No, non è il caso questa volta: parlane con chi ti è vicino ed esponi il problema senza paura.
Consultare un medico.
Che i sintomi siano di natura psicologica, fisica o entrambi è fondamentale confrontarsi con un esperto: psicologo o psicoterapeuta o un medico di fiducia per i sintomi fisici.
Ti lascio una lista di specialisti dedicati al Burnout.
Prendersi una pausa.
Prendersi una pausa concreta: delle ferie, un congedo, diminuzione di orario di lavoro, prendersi una pausa dagli schermi.
Rallenta, non riempire il tempo libero con nuovi impegni.
Delegare.
Spesso per alleggerirsi è importante delegare qualcuno a fare qualcosa, non bisogna sentirsi in colpa di dire “no”.
Parlarne con qualcuno nell’ambiente lavorativo.
È molto difficile, ma coinvolgere il manager o l’HR della tua azienda potrebbe aiutarti a risolvere più velocemente il problema.
Fare attività ricreative, senza un obiettivo.
Le attività ricreative che non richiedano troppo sforzo, performance e obiettivi da raggiungere sono necessarie: passeggiare, leggere, ascoltare musica, cucinare.. tutto ciò che diminuisce lo stress e non lo alimenta.
Spegnere gli schermi per uscire dal burnout.
Una volta fuori dal lavoro è importante allontanarsi dagli schermi, dalle chiamate e dalle urgenze lavorative (il progetto può aspettare domani, la tua salute mentale no).
Relazioni umane e vere.
Se da un lato gli schermi (e la condizione psicologica del momento) ci isolano, la vita sociale ci fa rinascere. Esci con qualcuno a te caro (non per forza per parlare del tuo problema) e coltiva delle relazioni autentiche.
Accettare, ora si che potrai uscire dal burnout.
La tua condizione momentanea non è una sconfitta: non sei debole, sei solo umano.
Non sei l’unico, hai solo avuto il coraggio e la forza di ammetterlo.
Probabilmente avrai toccato il fondo, e adesso si che potrai rinascere.
Capire come uscire dal burnout è difficile, evitarlo è possibile.
Tutti quelli sopra elencati sono sicuramente dei consigli utili, ma la prevenzione è comunque importantissima e mai da sottovalutare.
Ecco perché, oggi più che mai, le aziende hanno un ruolo chiave – come evidenziato in questo articolo – nel riconoscere i segnali di disagio, ascoltare i propri dipendenti e mettere in atto azioni concrete.
Noi, allo stesso tempo, abbiamo un ruolo altrettanto fondamentale: la scelta dell’azienda di cui più condividiamo i valori.





