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La vita privata di un dipendente: un lusso o un diritto?

Donna che lavora al computer con un neonato in braccio

Il problema silente di molte aziende.

Che le aziende per cui si lavora influenzino anche la nostra vita privata, ormai, è un dato di fatto.

Ma ti sei mai chiesto quanto vale davvero il tuo tempo libero per chi ti paga lo stipendio?

Probabilmente poco, ecco perchè l’Italia è l’ultima tra i Paesi Europei per la soddisfazione dei dipendenti. E questo ce lo conferma uno studio di Great Place to Work.

Il vero problema? Mancanza di equilibrio tra lavoro e vita privata.

“Tutti sono utili, nessuno è indispensabile.”

È una frase che si sente spesso ma che si contrappone al “Siamo tutti una famiglia” quando la richiesta degli straordinari è appena arrivata.

La maggior parte dei dipendenti italiani, infatti, lascia la propria azienda perchè non riesce più a distaccarsi completamente dal lavoro, dalle chiamate, e dagli impegni che impone il proprio datore di lavoro (mai sentito parlare di burnout?).

Questo scaturisce un senso di frustrazione enorme. Da un lato c’è uno stipendio “sicuro” e sopra la media, dei buoni pasto e qualche altro benefit uno o due volte l’anno… dall’altro il tempo libero per noi e chi ci circonda è passato in secondo piano, come se fosse il premio che riceviamo dall’azienda stessa per aver fatto un discreto lavoro.

Quelle tre o quattro ore libere la sera, quel weekend di riposo è come se fossero ormai il contorno della nostra vita, non la portata principale.

E per te, cosa è davvero indispensabile?

Il tempo è prezioso e irrecuperabile ma c’è un altro dettaglio del tempo che sfugge ancora una volta alle aziende: il tempo di qualità.

Il tempo è infatti commisurabile in quantità (minuti/ore che un’azienda mi lascia per distrarmi) e in qualità (quanto davvero mi godo questo tempo libero senza pensare al lavoro?).

Il tempo di qualità dovrebbe significare godersi davvero le proprie ore libere, senza l’ansia della riunione del giorno dopo, senza dover rispondere a chiamate durante una passeggiata col cane, senza che lo yoga sia disturbato dalla lista “to do” che rimbomba in testa. Tempo di qualità è una gita in famiglia senza lo schermo del telefono, un pranzo senza il PC sul tavolo.

In poche parole, il nostro tempo dovrebbe restare tale — non diventare l’ennesima estensione invisibile della giornata lavorativa, un altro capitolo non pagato del nostro straordinario.

Il “Dio denaro” è ormai fuori moda.

In un mondo che per anni ha avuto come priorità il denaro e tutto ciò che ne consegue – auto da sfoggiare, tecnologie di ultima generazione, gioielli costosi e case sfarzose – oggi si ritorna all’essenziale.

Mazzetta di soldi e monete con un'aurea sopra

Cosa c’è di più prezioso di ciò che non si può acquistare?

Il tempo.

Il dettaglio che a tutti sfugge.

Il mondo è cambiato e questo dettaglio (non indifferente) è quello che più sfugge alle aziende. Per accorgersene basterebbe mettere a confronto i colloqui di lavoro odierni e quelli di qualche anno addietro.

Domande come:

  1. Quanto guadagnerò?
  2. Che giorno del mese mi sarà versato lo stipendio?
  3. Avrò dei buoni pasto? E dei buoni benzina?

Sono state sostituite da:

  1. Le ore lavorative superano spesso quelle previste da contratto?
  2. La pausa pranzo è reale o dovrò ritenermi impegnato?
  3. Sarò libero di scegliere i miei giorni di ferie, o sono imposti dall’azienda?

Siamo passati dal chiederci “quanti soldi guadagnerò?” a “avrò davvero il tempo per godermeli?”.

La nostra vita è indispensabile, il resto è solo utile.

Ed è qui che entrano in gioco le aziende moderne, visionarie che danno valore al dipendente come professionista e come persona: il tempo di qualità è fondamentale per mille aspetti che potremmo analizzare sia scientificamente che umanamente. Investire nel benessere dei lavoratori porta a dipendenti più produttivi, motivati e leali.​

Il Work-Life Balance che tutti i dipendenti rincorrono dovrebbe diventare peculiarità aziendale e non eccezione, come nel caso di Sisal che ha aderito a diverse iniziative con l’obiettivo di creare un ambiente di lavoro sano e migliorare il benessere dei propri dipendenti (e perchè no, avere anche un ottimo biglietto da visita in logica di employer branding).

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