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Benessere mentale in azienda: una sfida invisibile

insieme di parole scritte senza ordine che rimandano al benessere mentale: calm your mind, are you ok?, feelings, peace, be kind

In questo articolo troverai una riflessione su quanto sia urgente (e possibile) creare degli ambienti di lavoro che sostengano il benessere psicologico ed emotivo dei dipendenti.

Ripensare il benessere aziendale partendo dalle persone.

Quando si parla di benessere aziendale, ovvero l’equilibrio psicologico ed emotivo in azienda, la prima cosa su cui sofferemarsi è il tempo. Quante ore trascorrono le persone sul posto di lavoro? Tantissime ore, spesso più di quelle che riescono a dedicare a sè stesse o alla propria famiglia. E allora viene spontaneo chiedersi: che tipo di ambiente di lavoro stiamo offrendo alle persone?

immagine di un sveglia posta sopra una scrivania di un ufficio. fa riferimento al tempo e l'importanza del benessere nel tempo che trascorriamo a lavoro

Un ambiente positivo, sereno e stimolante dovrebbe diventare una condizione necessaria. Al contrario, la mancanza di attenzione al benessere psicologico dei dipendenti non è solo un rischio per la salute mentale dei lavoratori, ma ha ripercussioni anche sulla produttività e sulla motivazione.

Sarebbe giusto pensare al benessere psicologico non come un benefit, ma la base da cui ogni organizzazione dovrebbe partire. Il lavoro non è solo una prestazione ma una parte importante della vita di una persona. E’ presenza, coinvolgimento, energia, tempo vissuto. Ecco che, ogni azienda ha la responsabilità di fare in modo che questo tempo sia il più possibile sano, equilibrato, umano.

È tempo di superare la logica della performance a tutti i costi, per lasciare spazio a una nuova cultura in cui le persone non siano costrette a scegliere tra stare bene e fare bene. Dove possano sentirsi viste, comprese, supportate.

Non è un caso se sempre più persone esprimono il desiderio di cambiare lavoro, cambiare vita, cercare altrove uno spazio dove potersi sentire a proprio agio. Secondo l’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano (2022), il 40% dei lavoratori italiani si è assentato dal lavoro per motivi legati al malessere emotivo. Un dato che parla chiaro: prendersi cura della salute e del benessere psicologico ed emotivo dei dipendenti non è più un’opzione rimandabile, ma una priorità urgente.

Linee guida dell’OMS per la promozione del benessere psicologico in azienda

La Linee Guida dell’OMS sono un ottimo punto di partenza per le aziende che intendono migliorare il benessere nella propria organizzazione e sostenere la salute mentale dei propri dipendenti e manager.

Logo World Health Organization. Organizzazione che si occupa di garantire a tutti gli esseri umani il miglior livello di salute possibile, tra cui anche il benessere psicologico dei lavoratori

Si basano su tre obiettivi fondamentali: prevenzione dei rischi psicosociali, (come stress, bournout, carichi di lavoro eccessivi, dinamiche tossiche), promozione di un benessere duraturo di ogni individuo e della collettività (attraverso formazione, supporto e cultura del benessere) e il supporto all’inclusione lavorativa a favore di persone che vivono situazioni di disagio psicologico.

Un ambiente di lavoro sano è quello in cui si valorizzano le persone e si costruiscono relazioni basate sul rispetto e l’empatia. Oltre che una scelta etica è anche una strategia per migliorare la qualità di vita e la produttività complessiva.

Ma cosa significa, in concreto, applicare questi principi? 

Applicare questi principi nella vita aziendale quotidiana significa creare o fornire spazi e strumenti su misura, capaci di rispondere ai bisogni reali delle persone. Vuol dire offrire opportunità concrete per prendersi cura di sè, come percorsi di mindfullnes, attività per la gestione dello stress o momenti dedicati al benessere fisico ed emotivo. 

Altre strategie potrebbero comprendere la formazione di manager per riconoscere i segnali di malessere e avere degli stili di leadership più empatici. L’introduzione di momenti di pausa nella giornata lavorativi, creazione di spazi di ascolto ma anche sportelli psicologici aziendali, promuovere attività di mindfulless, anche all’interno dell’orario di lavoro e normalizzare un dialogo sulla salute mentale parlando apertamente di stress, ansia e difficoltà emotive, senza che chiedere supporto venga visto come un segno di debolezza, ma come un atto di consapevolezza e responsabilità.

Quindi, prendersi cura del benessere psicologico non è un’opzione ma la base su cui costruire ambienti di lavoro più umani e produttivi. 

E tu? Ti sei mai chiesto quanto il tuo ambiente di lavoro influisce sul tuo benessere mentale? Condividi nei commenti la tua esperienza o un’idea che ha migliorato la qualità della tua vita lavorativa.  Se sei un manager o un imprenditore, qual è la tua responsabilità nel creare un ambiente di lavoro sano?

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