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Riparazioni domestiche: piccoli interventi, grandi soddisfazioni


In ogni casa, grande o piccola che sia, prima o poi arriva il momento in cui qualcosa si rompe, un rubinetto perde, una porta cigola o qualcos’altro smette improvvisamente di funzionare. È lì che entrano in gioco le riparazioni domestiche: piccoli gesti di manutenzione che possono evitare spese importanti e mantenere la casa sicura e funzionale.

Elettricista che ripara una presa.
Uomo elettricista che ripara una presa mentre guarda la fotocamera.

L’importanza di saper fare riparazioni domestiche

Saper gestire le piccole emergenze domestiche non significa solo risparmiare denaro. Significa anche:

  • Evitare altri danni: ad esempio, un rubinetto che perde o una ventola rotta possono sembrare innocui, ma nel tempo possono causare umidità, muffe e danni alle pareti.
  • Migliorare la tua qualità di vita: sistemare un interruttore che non funziona, una maniglia allentata o una porta che cigola rende la nostra giornata più scorrevole.
  • Aumentare il valore della casa: una casa ben mantenuta conserva ed aumenta il suo valore di mercato.
  • Ti rende più indipendente: non avrai più bisogno di pagare il tecnico, così costoso!
  • Accresce le tue competenze e la tua autostima.

Le riparazioni più comuni in casa

Un rubinetto che perde.
Un rubinetto che perde.
  • Rubinetti che perdono
    Spesso si tratta solo di una guarnizione usurata. Con pochi strumenti (una chiave inglese e una guarnizione nuova), puoi risolvere rapidamente il problema.
  • Prese e interruttori difettosi
    Se una presa non funziona, può bastare sostituire l’interruttore o verificare che i fili siano ben collegati. Attenzione però: quando si lavora con l’elettricità, la sicurezza viene prima di tutto. Stacca sempre la corrente prima di tutto! E se non ti senti sicuro, meglio chiamare un elettricista.
  • Problemi con gli elettrodomestici: ad esempio con i filtri della lavastoviglie o della lavatrice, che potrebbero essere otturati. Per risolvere il problema, bisognerà smontare la parte del filtro – sempre dopo aver staccato la corrente e pulirlo con un vecchio spazzolino da denti ed eventualmente con prodotti specifici.
  • Muffa sulle pareti: con un po’ di candeggina e una spugna, proteggendosi bene con mascherina e guanti, il gioco è presto fatto!

Su internet si trovano ormai molti tutorial che permettono di capire come risolvere questi ed altri piccoli problemi quotidiani. Anche se, con l’aiuto di un Fixer, ci sentiremmo più incoraggiati a provare nuove riparazioni!

Strumenti indispensabili per il fai-da te e per sistemare casa

Per affrontare le riparazioni più comuni, è bene avere a disposizione una piccola cassetta degli attrezzi con gli stumenti essenziali:

Strumenti per riparazione.
  • Cacciaviti di vario tipo (a stella, piatto…)
  • Martello
  • Chiavi inglesi
  • Pinze
  • Nastro isolante
  • Metro
  • Guanti da lavoro
  • Forbici
  • Trapano e avvitatore
  • Viti, bulloni

Manutenere è meglio che riparare…

Se effettui una manutenzione regolare, eviterai o ritarderai il deterioramento degli impianti e dei materiali. Pulire spesso i filtri, arieggiare i locali quando si cucina o dopo la doccia, sbrinare il freezer, oliare le porte, sono ottimi modi per prevenire problemi domestici più gravi in futuro.

Conclusione: riparare casa insieme, si può!

Le riparazioni domestiche sono una parte inevitabile (e, per alcuni, anche divertente) della vita quotidiana. Quando non sappiamo affrontare una riparazione, può essere utile rivolgersi ad un gruppo di supporto come la community di FixTogher. E poi, vuoi mettere la soddisfazione di riparare in compagnia di altri Fixer? Non ha prezzo!

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Quando la casa pesa: chiedere aiuto è un atto di cura

Uomo confuso mentre assembla mobili in legno. Difficoltà e svantaggi del montaggio fai-da-te dei mobili a casa senza l'aiuto di un esperto. L’uomo legge le istruzioni e non capisce cosa fare dopo.
Uomo confuso mentre assembla mobili in legno. Difficoltà e svantaggi del montaggio fai-da-te dei mobili a casa senza l’aiuto di un esperto. L’uomo legge le istruzioni e non capisce cosa fare dopo.

Ci sono momenti in cui la casa, invece di accoglierci ci schiaccia. maari tutta la famiglia è impegnata e non c’è sostegno in casa. Non parliamo solo di faccende da fare o cose da sistemare.

Parliamo di quella sensazione sottile e profonda di non farcela da soi: un rubinetto che perde da giorni, il cancello del garage che non si apre, il tetto della soffitta che ogni volta che piove perde acqua e si riempie di muffa .

E intanto, dentro di te, cresce un senso di frustrazione e stanchezza.Questi momenti arrivano a tutti anche a chi è sempre stato organizzato e indipendente.

Il problema non è la quantità di problemi da risolvere. E’ la macaza di supporto, la difficoltà di chiedere aiuto in casa, anche qundo ne abbiamo davvero bisogno.

Viviamo in una società che esalta l’autonomia. Ma nessuno dovrebbe sentirsi inadeguato per aver bisgono di una mano.

Chiedere aiuto in casa non è una debolezza, è cura. E’un gesto umano e intelligente.

Aiuto in casa: quando un piccolo gesto fa la differenza

A volte basta davvero poco per alleggerire il carico. Un vicono che venga ad aiutarti a sistemare un angolo della casa. Qualcuno che presti un po’ del suo tempo per supportarti con la lavastoviglie che fa i capricci.

In quel gesto , c’è molto più che una riparazione, c’è:

  • Condivisione
  • Fiducia
  • Leggerezza

Fixtogether nasce peorpio per questo. Creare uno psazio dove aiutarsi è normale, spontaneo, gratuito.

Non servono preventivi, non serve cercare un professionista. Serve solo sapere che non sei solo. Dall’altra parte c’è qualcuno disposto a darti una mano, non per guadagno ma per reciprocità.

La casa riflette come ci sentiamo

Il disordine esterno spesso racconta un disordine intenro. Chi sta attraversando un momento difficile lo sa bene. E’ dura occuparsi della casa quando si è emotivamente stanchi.

Eppure, iniziare dall’antenna difettosa o dallo scarico del wc che gocciola , puòessere in primo passo per ritrovare l’equilibrio anche dentro.

Fixtogether non è solo uno spazio per trovare aiuto in casa. E’ una rete umana, dove anche il gesto più piccolo diventa il modo per prendersi cura si sè e degli altri.

Leggi di più sul benessere domestico.

Un modo nuovo di vivere il vicinato

Siamo tutti connessi, ma spesso soli nella vita reale. Fixtogheter vuole riportare al centro le relazioni tra le persone vicine, quelle che rendono èiù leggera la quotidianità.

Immagina di poter contare su qualcuno nel tuo quartiere. Qualcuno che venga ad aiutarti con un piccolo lavoro domestico, o che tu possa aiutare a tua volta.

E’questo il senso di comunità che volgiamo riaccendere.

Non servono grandi promesse solo la possibilità di dire: “Ti do una mano.”

“La casa è un rifugio, non un peso. Su Fixtogether trovi chi è pronto ad alleggerirla con te.”

Hai bisogno di aiuto in casa? O vuoi offrirloa chi ne a bisogno?

Unisciti a Fixtogether: la community dove l’aiuto in casa si condivide.

>Scopri Fixtogether e trova (o dai) una mano.

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Fai da te: come fare lo stucco per muro

Hai appena comprato casa: per risparmiare, hai scelto un appartamento in un vecchio condominio. Il segno del tempo si fa sentire: strati su strati di vernice, buchi e macchie sulla parete, tracce di muffa,e bisognerebbe anche fare lo stucco

Hai chiesto più di un preventivo per i lavori: decisamente troppo costoso! Per risparmiare, decidi di riparare le pareti per conto tuo, anche per imparare. Da dove iniziare e con quali strumenti? Ecco il tutorial del team di FixTogether!

Puoi trovare l’attrezzatura dal ferramenta e le vernici in colorificio, oppure recarti presso grandi catene come Tecnomat.

Ragazza che fa lo stucco vernicia una parete con il rullo.

Preparare la parete per lo stucco in 5 semplici passi

Ti consigliamo di seguire queste fasi:

  • Coprire le superfici da proteggere: per farlo, puoi usare gli appositi teli copritutto, da stendere su pavimento, finestre, battiscopa e prese e fissare con del nastro adesivo di carta.
  • Rimuovere gli strati di pittura precedenti: con una spatola, puoi raschiare via la vecchia pittura e lo stucco rovinato. Questo sarà particolarmente facile quando c’è molta umidità, che causa lo scollamento dello stucco.
  • Levigare la superficie con la carta vetrata. Quest’operazione serve anche a rimuovere eventuali altri residui di vernice e stucco e rendere liscia la parete da verniciare. Puoi iniziare con la carta vetrata a grana media, e poi procedere con una carta vetrata a grana fine per rimuovere ulteriori imperfezioni.
  • Se devi trattare una superficie molto ampia o difficile, meglio usare una levigatrice! Per levigare, è importante per la nostra salute coprirsi le vie respiratorie con una maschera apposita.
  • Pulire la parete con un aspirapolvere per macerie o un panno umido e lascia asciugare per qualche ora: è fondamentale per evitare che la polvere e i residui rovinino il risultato finale.

Tre fasi per fare lo stucco

  • Preparare lo stucco. Lo stucco si compra normalmente in polvere da miscelare con acqua, oppure misto già pronto. Usa una vaschetta e una spatola o, se devi preparare tanto stucco, un miscelatore a frusta e un barattolo. La dose di acqua da aggiungere varia in base al produttore. Segui le indicazioni o aggiungi acqua poco a poco e mischia fino ad ottenere un composto cremoso e senza grumi, abbastanza solido da non colare dalla spatola.
  • Riempire fessure e crepe con lo stucco: applica lo stucco sulla spatola che userai per spalmarlo sulla parete nel modo più uniforme possibile, cercando di creare una superficie liscia. Lascia asciugare per 24 ore.
  • Levigare la superficie stuccata, in modo che sia omogenea rispetto al resto della parete, e pulisci di nuovo polvere e residui.

Applicare il fissativo e verniciare

  • Applicare il fissativo, in modo da supportare l’adesione dello stucco. Ne esistono di molti tipi in commercio: noi consigliamo particolarmente il fissativo antimuffa, per prevenire futuri problemi di umidità. Ti serviranno solo fissativo e pennello. Lascia asciugare per 24 ore.
  • Scegliere la vernice più adatta a seconda della stanza. Per le camere da letto, soprattutto se in casa ci sono bambini che potrebbero macchiare le pareti, è opportuno usare la vernice lavabile. Nelle stanze dove si crea molta umidità, come la cucina e il bagno, la soluzione migliore è la vernice traspirante o la vernice antimuffa. I colori? Se non vuoi optare per il classico bianco, meglio scegliere comunque colori pastello, chiari e rilassanti! Evita i colori accesi.
  • Finalmente è ora di verniciare la parete! Puoi usare un grande pennello, per migliori risultati, un rullo. Per arrivare fino al soffitto, si può attaccare un manico di scopa al rullo.
  • Se necessario, passare un secondo strato di vernice e sistemare eventuali imperfezioni. Et voilà, il gioco è fatto!

Se trovi che il procedimento sia chiaro, ma preferisci riparare in compagnia, magari con qualcuno di esperto…Trova subito il tuo punto di riferimento, per questo c’è FixTogether!

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Mini-guida in tre mosse per restaurare un tavolo.

Restaurare un vecchio tavolo: la guida pratica in tre passaggi per chi vuole risparmiare denaro.

Un vecchio tavolo porta con sé un fascino unico, tuttavia, il tempo e l’usura possono offuscare la sua bellezza originale. Questa guida pratica in tre passaggi su come restaurare un vecchio tavolo, ti aiuterà a trasformare un complemento d’arredo in un oggetto unico.

Vediamo insieme quali sono i passaggi fondamentali di questo progetto:

  1. Preparazione e Pulizia
  2. Carteggiatura e Lisciatura
  3. Finitura e Protezione

Se vuoi saper di più sul fai da te, ti invito a leggere il mio articolo che tratta l’argomento.

Preparazione e Pulizia Profonda

Il primo passo, cruciale per il successo nel restaurare un tavolo, è la preparazione accurata dello stesso. Inizia rimuovendo delicatamente eventuali residui di polvere e sporco superficiale con un panno morbido o una spazzola a setole morbide.

Per una pulizia più approfondita, puoi utilizzare una soluzione delicata di acqua tiepida e sapone neutro, ricordati di strizzare bene il panno!

Se il tavolo presenta macchie persistenti, come aloni o residui appiccicosi, potresti aver bisogno di un detergente specifico per legno, seguendo attentamente le istruzioni indicate sull’etichetta.

Dopo la pulizia, ispeziona attentamente la superficie del tavolo alla ricerca di eventuali danni: graffi profondi, scheggiature, crepe o parti allentate.

Per i graffi superficiali, una leggera carteggiatura con carta vetrata a grana fine (circa 220) seguendo la direzione delle venature del legno può essere sufficiente.

Per le scheggiature o le crepe più evidenti, puoi utilizzare uno stucco per legno del colore appropriato. Lascia asciugare completamente lo stucco seguendo le indicazioni del prodotto e poi carteggia delicatamente per uniformare la superficie.

Se alcune parti del tavolo, come gambe o traverse, risultano allentate, serra le viti o utilizza colla per legno per fissarle nuovamente. Assicurati che siano ben stabili prima di procedere!

Carteggiatura e Lisciatura della Superficie


Una volta che il tavolo è pulito e le eventuali imperfezioni sono state riparate, il passaggio successivo, come illustrato nella nostra guida in tre passaggi, è la carteggiatura, una delle fasi più importanti per restaurare il tavolo al meglio.

Questa fase è essenziale per creare una superficie liscia e uniforme, pronta ad accogliere la nuova finitura.

Inizia con una carta vetrata a grana media (circa 120) per rimuovere eventuali residui di vecchia vernice o cera e per levigare le aree stuccate.

IMPORTANTE: Lavora sempre seguendo la direzione delle venature del legno, applicando una pressione uniforme.

Dopo aver passato la carta vetrata a grana media, utilizza una grana più fine (circa 180-220) per affinare ulteriormente la superficie e renderla ancora più liscia al tatto.

Se desideri una finitura particolarmente liscia, puoi ripetere il processo con una carta vetrata a grana finissima (oltre 220). Ricorda di rimuovere la polvere di carteggiatura con un panno umido o un aspirapolvere tra una passata e l’altra.

Una superficie ben carteggiata è la base per una finitura impeccabile!

Finitura e Protezione

L’ultimo passaggio, come descritto nella nostra guida è l’applicazione della finitura desiderata, che non solo esalterà la bellezza naturale del legno ma lo proteggerà anche dall’usura quotidiana.

Le opzioni sono molteplici: puoi optare per una vernice trasparente per preservare l’aspetto originale del legno, una vernice colorata per un look più moderno, una cera per un effetto caldo e naturale, o un olio per nutrire il legno in profondità.

Se scegli la vernice, applica una o più mani sottili con un pennello di buona qualità, seguendo la direzione delle venature e lasciando asciugare completamente tra una mano e l’altra.

Una leggera carteggiatura con carta vetrata finissima tra le mani di vernice può garantire una finitura ancora più liscia.

Per la cera, applicala con un panno di cotone seguendo le istruzioni del produttore e lucidala con un panno pulito per ottenere una leggera brillantezza.

Se opti per l’olio, applicalo generosamente con un panno, lascia che il legno lo assorba per il tempo indicato e poi rimuovi l’eccesso con un panno pulito.

Una volta che la finitura è completamente asciutta, il tuo vecchio tavolo restaurato è pronto per tornare a essere protagonista nel tuo spazio. Questo processo di restauro non solo ha preservato un pezzo di storia, ma ti ha anche regalato la soddisfazione di aver creato qualcosa di bello con le tue mani.

Quando è necessario l’intervento di un esperto?

Ricordati che il fai da te non sempre è la soluzione migliore per riportare a nuovo i vecchi tavoli da restaurare. La loro bellezza a volte è talmente compromessa da rendere necessario l’intervento di un falegname o di un restauratore professionista.

Stesso discorso nel caso ci si trovi a voler restaurare un vecchio tavolo preso d’assalto dalle tarme. In tutti questi casi è inutile cimentarsi con metodi casalinghi che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbero rovinare irrimediabilmente il tavolo costringendo a buttarlo.

Rivolgersi al falegname e chiedere un preventivo per tavoli vecchi da restaurare risulta dunque la soluzione migliore: solo un professionista sarà in grado di valutare correttamente lo stato di salute del tavolo, la tipologia di legno e consigliare le procedure di restauro da attuare.

Se questa guida pratica in tre passaggi su come restaurare un tavolo ti è piaciuta, condividi i tuoi progetti con gli altri Fixer, siamo sempre entusiasti nel vedere nuovi progetti!

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Dal garage alla comunità: il potere di chiedere aiuto

Cosa succede quando smetti di voler fare per forza tutto da solo? Beh, semplice, scopri che il chiedere aiuto nella propria comunità non è poi così terribile come può sembrare! Questa storia inizia con un garage, un mobile dimenticato, un’app e un vicino che alla fine da estraneo è diventato il mio migliore amico.

Foto con due ragazzi che si abbracciano dopo che hanno stretto amicizia chiedendo aiuto nella propria comunità

Mi presento, sono Luca, ho trentacinque anni e da qualche mese ho fatto quello che molti sognano ma pochi osano fare davvero: ho lasciato la città e mi sono trasferito in un paesino immerso nella natura. Ho scambiato il clacson con il canto degli uccelli, e il supermercato sotto casa con il signor Luigi che vende uova a chilometro zero (e chiacchiere a chilometro infinito). Non so se sia stata una scelta coraggiosa o semplicemente un burnout ben organizzato, ma ormai ci abito.

Vivo in un paesino tranquillo, dove il traffico più intenso è quello dei gatti che si rincorrono sul vialetto, il gallo del vicino ti sveglia facendo il DJ all’alba, i vicini ti salutano ogni giorno come se fossi una celebrità locale e dove se non conosci il panettiere per nome sei guardato con un certo sospetto. Le vere autorità? Le signore anziane, sempre affacciate, sono le telecamere del quartiere: non registrano, ma sanno tutto di tutti. E, in qualche modo, mi piace. È come una bolla di pace, un reset della vita: addio caos cittadino, benvenuta tranquillità.

C’è il fascino delle cose semplici: la passeggiata al mercato, il saluto al postino (che ormai mi chiama per nome), e quell’incredibile capacità del tempo di dilatarsi… tranne quando hai da svuotare cinquanta scatoloni e una lista di “cose da fare” lunga quanto la tangenziale Est. Ora, se hai mai fatto un trasloco, sai di cosa sto parlando.

Il trasloco: un disastro post-apocalittico.

Il trasloco è uno di quei momenti della vita che ti fanno rivalutare tutte le scelte prese fino a quel momento. Hai presente quelle scene da film in cui la gente scarta i pacchi felice, mentre ballano con la musica in sottofondo divertendosi? Ecco, dimenticale. La mia versione era più un film post-apocalittico: scatoloni sparsi ovunque, oggetti di cui ignoravo l’esistenza spuntavano fuori come funghi dopo una bella pioggerellina autunnale, un divano che si rifiutava di passare dalle scale e…. il misterioso “scatolone senza etichetta” …. ancora oggi non ho avuto il coraggio di aprirlo. Non so cosa contenga, ma emana un’energia misteriosa. Forse un giorno lo aprirò, mah, chi lo sa….

Detto ciò, dopo diversi mesi a cercare ricostruire qualcosa di somigliante a una casa, ce l’ho fatta, finalmente avevo il mio piccolo angolo di paradiso. La mia casa ora è un’oasi di ordine e serenità. Anche se, non è ancora tutto perfetto, ho relegato i lavori incompiuti in garage, il mio spazio della vergogna, dove vecchi progetti e scatoloni mi chiamano come urla nell’oscurità di un film horror.

Il mobile sepolto nel garage e il coraggio di chiedere aiuto nella propria comunità.

Tra tutti gli oggetti dimenticati c’è lui, il MOBILE! Era lì da mesi. Immobile, smontato, sepolto sotto scatole di vecchie cose, sogni di gloria e un discreto strato di polvere. Ogni volta che aprivo il garage, lo vedevo. Mi guardava, come a dire: “Allora? Quando è che ti decidi?” Lo avevo comprato in un momento di entusiasmo da “nuovo inizio”, quello slancio motivazionale che ti fa pensare di poter diventare la versione minimalista e ordinata di te stesso.Poi però erano arrivati i fatti: le istruzioni scritte in una lingua sconosciuta che nemmeno Google Translate riusciva a decifrare, i pezzi sparsi ovunque come se fossero scappati da un Tetris impazzito, la brugola solitaria, perché c’è sempre una brugola solitaria. E così lui era rimasto lì, dimenticato. Come le diete a settembre.

Il cambiamento: chiedere aiuto nella propria comunità.

Finché un giorno, più per disperazione che per ispirazione, ho deciso di chiedere aiuto e così ho scaricato un’app di cui avevo sentito parlare: FixTogether. L’avevo vista nominare in un gruppo Facebook del paese, tra una ricetta per la torta di mele e una discussione accesa su dove trovare il miglior salame artigianale. In teoria doveva essere un’applicazione per poter chiedere aiuto nella propria comunità, così mi sono detto: perchè no? Proviamo… Non avevo grandi aspettative. Scrissi una richiesta con tutta la dignità che mi era rimasta:
“C’è qualcuno che mi può aiutare a montare un mobile dimenticato nel mio garage? Offro caffè (buono) e fetta di torta (fatta in casa).” Pensavo sarebbe rimasta lì, nel vuoto digitale, come tanti altri appelli inascoltati (tipo quando chiedo al forno di non bruciare la pizza). E invece… è successo qualcosa.

Andrea: il vicino che mi ha cambiato la prospettiva.

Andrea mi ha risposto. Vive a due case da me. Non lo conoscevo, nonostante fossimo “vicini” ormai da mesi. Si è presentato con una cassetta degli attrezzi, due battute pronte, in meno di due ore, il mobile era in piedi. Stabile. Funzionale. Reale. Ma la vera sorpresa non è stata quella. La vera sorpresa è stato Andrea. Il modo naturale con cui abbiamo iniziato a parlare, ridere, raccontarci aneddoti e disastri vari. In due ore avevamo montato un mobile… e costruito qualcosa di molto più solido: un‘amicizia.

Quel gesto, così piccolo, mi ha fatto cambiare prospettiva. Mi ha fatto capire che chiedere aiuto nella propria comunità non è un fallimento. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza. Non è un “non ce la faccio da solo”, ma un “voglio farcela insieme”. È l’inizio di qualcosa di bello. È quel clic che scatta quando smetti di voler essere il supereroe di tutto e inizi a fidarti degli altri. Anche se il tuo “supereroe” arriva in bici e indossa una maglietta dei Queen.

L’amicizia che cambia tutto: il valore di chiedere aiuto nella propria comunità.

Da quel gesto piccolo ma decisivo, è nata un’amicizia che non avrei mai immaginato. Io e Andrea ci troviamo spesso per fare due chiacchere, prendere una birra insieme o per il barbecue domenicale. Andrea mi ha fatto capire che aiutare e lasciarsi aiutare è bello. Quel mobile ha fatto molto più che reggere libri: mi ha insegnato che chiedere aiuto nella propria comunità è una forza, non una debolezza. È così che uno spazio della vergogna (il garage) è diventato il cuore pulsante di nuove amicizie e progetti condivisi. E ora, se qualcuno nel mio condominio ha bisogno di una mano, indovina chi si presenta con cacciavite e biscotti?”

Questa è solo una delle tante storie che unisce gli utenti della community di FixTogether, scoprile tutte

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Riuso e scambio

Diamoci una mano

La nostra community è costituita da persone intente ad aiutarsi nelle piccole sfide quotidiane e a sensibilizzare quante più persone sulla necessità di compiere scelte sostenibili. Mettere a disposizione degli altri i segreti del proprio saper fare consente di ridurre la produzione di rifiuti incentivando al riuso e allo scambio di materiali.

L’importanza delle parole

Quando si parla di dare nuova vita agli oggetti vengono usati termini che sembrano esprimere quasi lo stesso concetto, ma non è così. Sentiamo spesso parlare di riuso, di riuso creativo, di riciclo, ma qual è la differenza tra loro?

  • Riuso: riutilizzare un oggetto non ancora diventato rifiuto per lo stesso scopo per cui era stato concepito.
  • Riuso creativo: detto anche upcycling consiste nel dare nuova vita a un oggetto che altrimenti andrebbe buttato.
  • Riciclo: recuperare materiali utili dai rifiuti per riutilizzarli anziché smaltirli in discarica.

Pensare al futuro guardando al passato

Ogni giorno i media ci inducono a riflettere sulla necessità di un cambio di rotta, di trovare soluzioni alternative a quelle utilizzate finora. Perché non ritornare a riutilizzare gli oggetti come si faceva in passato, piuttosto che acquistarne ogni giorno di nuovi? I vestiti che “passavano” dalla sorella maggiore alla minore, i contenitori del gelato che venivano utilizzati per conservare gli avanzi dei pasti oppure oggetti ingegnosamente trasformati per adempiere ad una nuova funzione. In quest’ottica ci sarebbe una rivalutazione di un oggetto o materiale, non diventerebbe automaticamente un rifiuto quando si smette di utilizzarlo. Ciò che può essere materiale di scarto per una persona, può diventare una risorsa per un’altra!

La creatività a favore della vita

Perché accantonare un oggetto o cestinarlo quando posso trasformarlo? La chiave per iniziare a ridurre il nostro impatto sul Pianeta parte da casa nostra: prendiamo un oggetto inutilizzato, aggiungiamo un po’ di fantasia e gli regaliamo una nuova vita. Il riuso creativo o upcycling è un’attività sempre più diffusa, può considerarsi come un passatempo o un’attività artistica, in alcuni casi può trasformarsi in una vera e propria passione. Una buona pratica che ha un impatto positivo su chi la svolge e più in generale sul Pianeta e le future generazioni.

Materiali in circolo

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Dalla perdita dell’acqua alla nascita di un’amicizia!

1000 vicini di casa che non sai di avere!

“Chi trova un amico trova un tesoro” e questa storia convincerebbe anche il più scettico degli scettici sulla veridicità di questo antico proverbio. Quante volte l’abbiamo detto e quante volte è stato davvero così? Fatto sta che gli amici si vedono nei momenti difficili…e se invece fossero perfetti sconosciuti?

La vita di un essere umano si fonda sulle relazioni. Da piccoli si ha bisogno di fare gruppo. Da adulti si cambia, si seleziona, e molto spesso ti ritrovi solo nel momento del bisogno. Non è il caso di Maria però, che grazie a FixTogether è riuscita a riparare la lavatrice pur trovandosi sola in quel momento e completamente nel panico!

Questo racconto nasce da una richiesta d’aiuto per un guasto alla guarnizione della lavatrice, pubblicata sul Blog FixTogether community solidale dove puoi trovare una mano amica per aggiustare, montare o riparare, senza stress e senza sprechi coltivando collaborazione, fiducia e sostenibilità nel quotidiano.
È il punto d’incontro tra chi ha bisogno di aiuto e chi è felice di offrirlo. Ma non solo…

Così Maria ha chiesto aiuto sull’app trovando letteralmente un “tesoro” di nome Marco. Il ragazzo trasferito da poco nel quartiere si è reso subito disponibile per intervenire. I due sconosciuti, Impegnati a raccogliere l’acqua con lo straccio in una mano e la pinza a pappagallo nell’altra, scoprono di avere molte cose in comune di cui parlare ed il loro incontro nato per caso nel bel mezzo di un disastro casalingo, è destinato a diventare un’amicizia che ricorderanno tra le risate.

Entra anche tu in FixTogether https://corsiwebmarketing.org/fixtogether/crea-il-tuo-profilo/

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Da sconosciuti a comunità: costruiamo relazioni una mensola alla volta.

Scritto da Giulia Buosi

Hai presente quella volta in cui hai finalmente deciso di ordinare quella fantastica mensola che avevi lasciato nel carrello di Amazon per mesi? Ti arriva a casa, scarti il pacco con entusiasmo…e poi realizzi che c’è un piccolo problemino…Non hai un problema qualsiasi, il tuo problema si chiama “E mò ….. Come diavolo si monta sta cosa?

Cerchi di mantenere la calma, ma ogni volta che provi a scervellarti, succede solo una cosa: il tuo cervello va in tilt e inizia a riprodurre in loop il suono di errore del model dial up. Mentre fissi i pezzi sparsi, cerchi di decifrare le istruzioni, che però, sembrano scritte sulla Stele di Rosetta in aramaico antico.

Tranquillo, è successo a tutti noi e non sei l’unico a pensare che “montare una mensola” sia il nuovo sport estremo!
Ma c’è una buona notizia, ed è FixTogether! Si, hai capito bene, non dovrai più affrontare il dramma della mensola in solitudine. A portata di click avrai una community di vicini pronti ad aiutarti. Niente più ansia e stress!

FixTogether è la tua nuova app preferita, un vero salva vita. Non parliamo solo di poter montare una mensola ma di chiedere aiuto in altri mille modi: una porta che cigola come in un film horror, il mobiletto che decide di staccarsi dal muro e prendere il volo, hai bucato il tuo pantalone preferito ed è passato da “casual” ad “arte astratta”…. Non solo puoi risolvere disastri domestici puoi anche scambiare quegli oggetti usati che sembravano destinati all’oblio, trasformando il vintage in una risorsa preziosa. I tuoi vicini diventeranno così la tua squadra di pronto intervento, pronti a sistemare tutto con passione e tanta disponibilità.

So che ora sei curioso di saperne di più quindi adesso ti presento meglio la nostra app…

FixTogether nasce da un’idea semplice: aiutarsi, rafforzando legami autentici all’interno della comunità. Parliamo del bisogno di sentirsi parte di qualcosa, creando legami, collaborando, riscoprendo la fiducia, il valore umano, promuovendo la sostenibilità e il benessere sociale.

Ogni richiesta d’ aiuto diventa l’occasione per conoscere meglio chi vive vicino a te, per instaurare un dialogo e per creare una rete di supporto reciproco. Con la nostra app, promuoviamo una nuova mentalità, quella in cui nessuno vale meno perché non ha esperienza, e ogni piccola competenza può diventare utile a qualcun altro.


In un mondo dove siamo sempre più iperconnessi solo nel digitale, e disconnessi nella realtà, in cui siamo spinti a essere indipendenti a tutti i costi, c’è qualcosa di rivoluzionario nel dire “non so farlo da solo”. E ancora di più nel rispondere “ti aiuto io”.
Sembra l’inizio di una semplice storia di fai da te, ma in realtà è qualcosa di più. È l’inizio di una comunità che prende vita.
È il cuore di ciò che vogliamo costruire con FixTogether.


In conclusione, con FixTogether, risolvere piccoli problemi domestici non è mai stato così facile e, perché no, anche divertente! Con un po’ di spirito di comunità, anche i problemi che sembrano insormontabili, possono diventare l’occasione per fare nuove, inaspettate amicizie. Quindi, smetti di fissare il pacco e inizia a fissare la tua nuova community: è il momento di fare squadra con FixTogether!

Scopri anche le altre storie della community, scoprile ora

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Fai da te, 5 consigli pratici per iniziare (e non fermarsi più)

Un'immagine dall'alto mostra la scritta "DIY" realizzata con grandi lettere di legno chiaro su una superficie di legno a venature orizzontali. Attorno alla scritta sono sparsi diversi oggetti per il fai-da-te: un paio di pinze nere e rosse, un cacciavite nero e giallo, una mezza dozzina di dadi colorati con lettere, una bottiglia di colla gialla e nera, un pennello con setole scure, bottoni colorati sparsi, un paio di forbici rosa, un punteruolo dorato, una gomma da cancellare grigia, una matita color legno chiaro, un quaderno a spirale aperto con alcune pagine bianche e un righello di legno appoggiato sopra. Alcune lettere di legno grezzo sono visibili in alto a sinistra e in alto a destra, suggerendo un contesto di lavoro manuale e creativo. La luce crea un'ombra morbida in alto a destra, aggiungendo profondità all'immagine.

Il fai da te, o “DIY” (Do It Yourself), è molto più di un semplice hobby.
È un modo per esprimere la propria creatività, risparmiare denaro, dare nuova vita agli oggetti, senza tralasciare la soddisfazione di creare qualcosa con le proprie mani.  Se sei un principiante, non ti preoccuparti, questa guida ti offre cinque consigli pratici per il fai da te, da mettere in pratica, per iniziare e non fermarti più:

  1. Inizia con progetti semplici
  2. Lavora in modo organizzato
  3. Utilizza strumenti di qualità
  4. Sbagliando si impara!
  5. Ispirati ad altri progetti

Iniziare con progetti semplici

è un aspetto fondamentale, porsi obiettivi troppo ambiziosi può essere contro producente se sei un principiante. Ad esempio ristrutturare un mobile in legno massello o addirittura il bagno, può rivelarsi un lavoro troppo complicato. Concentrati su progetti semplici e veloci che ti permettano di acquisire familiarità con gli strumenti e le tecniche di base. Ottime idee per iniziare includono la decorazione di cornici economiche, la realizzazione di mensole a muro, magari utilizzando anche materiali di recupero. Il successo nei primi progetti ti fornirà la motivazione necessaria per affrontarne di nuovi in futuro.

Lavorare in modo organizzato

è un aspetto cruciale per la tua produttività e il tuo piacere. Assicurati di tenere i tuoi utensili per il bricolage in ordine. Un ambiente di lavoro organizzato ti farà risparmiare tempo prezioso nella ricerca degli strumenti e renderà l’intera esperienza più piacevole.

Utilizza strumenti di qualità

non ti suggerisco di spendere una fortuna in attrezzature troppo costose, ma di dotarti di  utensili che garantiscano durabilità nel tempo e maggiore precisione nel lavoro e maggiore sicurezza durante l’utilizzo.

Sbagliando si impara

se il progetto a cui stai lavorando non procede come lo avevi immaginato, non abbatterti!  L’errore è parte del processo creativo. Concentra l’attenzione su cosa lo ha causato e utilizza tali informazioni per fare meglio in futuro.

Ispirati ad altri progetti

alimenta la tua curiosità per la passione del fai da te. Trovare nuove idee oggi è davvero semplice, dai magazine di settore ai contenuti on-line. Instagram e Pinterestoffrono spunti interessanti per gli amanti del DIY. Il web offre numerosi tutorial fai da te e guide passo-passo illustrate pensate appositamente per i neofiti. 

Il fai da te, o DIY, è l’arte di creare, riparare o modificare oggetti con le proprie mani, è un modo per ottenere risparmio economico e provare la soddisfazione di realizzare qualcosa di unico.

Permette di personalizzare gli oggetti secondo i propri gusti, imparare nuove abilità e aumentare l’autostima. Riparare anziché sostituire promuove la sostenibilità. Concentrarsi su un’attività manuale può essere rilassante e migliorare la concentrazione.

Il fai da te è un’ opportunità per dare nuova vita agli oggetti, adattarli alle proprie esigenze e sviluppare un senso di autonomia e controllo. Che si tratti di bricolage, giardinaggio o decorazione, è un modo gratificante per connettersi con la materialità delle cose e liberare il proprio ingegno.

Se questi consigli pratici per il fai da te sono utili, condividi le tue idee o le foto di quello che hai realizzato con altri Fixer.

Scambia consigli utili e impara nuove cose, accresci la community, sii parte del cambiamento!

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Ripara, impara facendo e conosci nuovi amici!

Vorresti imparare a riparare oggetti di uso quotidiano e parti della casa? Hai visto mille tutorial, ma poi non funzionano? Se solo ci fosse qualcuno ad aiutarti, per apprendere facilmente e gratis… Per fortuna, c’è FixTogether!

Tre ragazzi che riparano una mountain bike in giardino.

Imparare dai più esperti

Anna ha di recente comprato casa: purtroppo le pareti sono rovinate e lo stucco cede. In verità le sarebbe sempre piaciuto imparare a sistemarle, ma come fare? Chiamare un operaio è troppo costoso. Un’amica le consiglia FixTogether.

Subito si iscrive e così conosce Martina. Si incontrano: lei è così gentile e pratica, e Anna capisce che ce la può fare. Insieme iniziano il lavoro a casa di Anna, mentre si raccontano tante cose tra un caffé e l’altro, e scoprono che hanno molte passioni in comune.

Ora Anna sa come andare avanti con il lavoro, e come fare ulteriori riparazioni in futuro. Aveva visto tanti video online, ma da sola aveva paura di sbagliare qualcosa. Fa lo stucco, poi passa il fissativo, la vernice… ed è molto soddisfatta.

Uno scambio di conoscenze

Anna e Martina sono amiche ormai, e decidono di fare un giro in bici. Ma una ruota della bici di Martina si sgonfia più volte, la camera d’aria sembra bucata e lei non sa come ripararla. Anna vede finalmente l’opportunità di restituire il favore: Martina impara con lei come mettere a posto la camera d’aria.

Anna decide che vuole esserci per gli altri, vuole aiutarli così come è stata aiutata lei. Aggiorna il suo profilo, aggiunge tutte le cose che può insegnare a riparare. Presto la contatta Marco, che vuole imparare mettere a posto la sua bici.

I 5 vantaggi del learning by doing, insieme

Il learning by doing è un approccio rivoluzionario all’apprendimento, ideato dal filosofo statunitense John Dewey. Gli studi dimostrano che ricordiamo solo il 5% di quello che ascoltiamo in una lezione. Con il learning by doing, ricordiamo il 75% di quanto appreso! E quale valore migliore che imparare in prima persona da un nuovo amico?

Ecco i 5 vantaggi principali del learning by doing con FixTogether:

  • Apprendere in modo duraturo, attivo e coinvolgente
  • Applicare subito le nuove conoscenze risolvendo problemi reali
  • Creare un mondo di solidarietà e di scambio
  • Empowerment e crescita dell’autostima
  • Ricevere un feedback rapido in caso di eventuali errori.

Workshop di riparazione

Sono tante le cose che possiamo imparare facendo. A volte, potrebbe risultare più facile e divertente imparare in gruppo. Alcuni Fixer hanno voglia di condividere le loro skills con più persone.

Propongono allora eventi di in cui spiegano nozioni di base di ristrutturazione, riparazione di oggetti, cucito, giardinaggio. Perfetto per saperne di più, mettere le mani in pasta ed ampliare la propria rete di conoscenze tra i Fixers!

Entra nella nostra community!

Essere un Fixer è uno stile di vita basato sul saper fare, sul voler condividere e sulla gentilezza.

Insieme, possiamo rendere il mondo un luogo migliore. Possiamo ricostruire il tessuto comunitario dei nostri quartieri: riscoprire che quel vicino di casa, con cui chissà perché non avevamo mai parlato, ha tanto da insegnarci, ed è anche piacevole condividere del tempo insieme!

Davanti alle sfide ed in un mondo sempre più difficile, veloce e competitivo, non saremo più soli.

Basta poco per creare il tuo profilo: clicca su (Crea il tuo profilo) e raccontaci di te. Non vediamo l’ora di conoscerti!